Followers

Guida:Abbronzatura,fototipi e prodotti solari

L'estate e' sempre piu' vicina e con essa arriva anche l'irrefrenabile voglia di assumere quel colorito dorato che ci fa sentire decisamente meglio.Ovviamente esporsi al sole richiede le dovute precauzioni del caso.Non si scherza con i raggi UV,in quanto e' risaputo che siano dannosi,e che provochino non solo l'invecchiamento precoce della nostra pelle,ma comportino anche rischi piu' gravi,come ad esempio il melanoma,tumore maligno della pelle,che recenti studi hanno dichiarato essere il tumore femminile piu' frequente che colpisce donne piu' giovani dei 40 anni...come si dice,prevenire e' meglio che curare.
E girovagando sul web ho trovato questa utile guida che riporto di seguito, che forse puo' servire a tutte voi,per orientarvi verso la scelta del solare piu' adatto al vostro fototipo!





In occasione delle vacanze al mare o in montagna, ma anche in località a una certa altezza sul livello del mare, è opportuno scegliere i prodotti solari più adeguati alla propria pelle per difendersi il più possibile dai raggi dannosi del sole e contemporaneamente ottenere un’abbronzatura uniforme e piacevole, ovviamente tenendo conto del colore naturale della pelle.
L’abbronzatura è il fenomeno prodotto dall’esposizione alla luce del sole per fare diventare scura la pelle mediante melanogenesi, ossia il meccanismo naturale di autodifesa che la pelle mette in atto producendo una maggiore quantità di melanina (pigmento bruno-nerastro originato dai melanociti presente in epidermide, capelli, peli e retina) per proteggersi dall’aggressività dei raggi ultravioletti UV-A e UV-B.
Così come la melanina funge da filtro protettivo, anche l’ipercheratosi epidermica (consistente ispessimento dello strato corneo dell’epidermide) è un’espressione di autodifesa della cute contro i raggi solari.
Va da sé che la forma di protezione della pelle dai raggi UV deve essere favorita e assecondata, perché qualsiasi processo di difesa da parte del nostro organismo è salutare e benefico. Il corpo è teoricamente progettato per rispondere “intelligentemente” agli stimoli, non per autoprodurre malattie e affezioni.
L’esposizione al sole senza le corrette precauzioni o addirittura incontrollata è un gesto irrispettoso verso noi stessi. È pur vero che la tintarella sembra conferire un aspetto più attraente, ma ognuno di noi deve sapere cosa comporta trascorrere tante ore al sole e assumersi la responsabilità di fare o meno determinate scelte volte a tutelare la propria salute.
Cosa succede esattamente alla pelle quando ci si abbronza?
L’abbronzatura è un fenomeno che si spinge sempre oltre i limiti costituiti dalle difese naturali della nostra pelle, che deve sempre essere protetta dai raggi ultravioletti (raggi UV) nei limiti del possibile. Ciò significa che esporsi al sole oltre un lasso assai limitato di tempo causa sempre un danno alla pelle.
In particolare i raggi UV-A penetrano fino allo strato profondo sotto l’epidermide, il derma, composto da tessuto connettivo che l’esposizione al sole deteriora precocemente danneggiando capillari, collagene ed elastina. I raggi UV-B, che invece giungono fino allo strato più superficiale della pelle, oltre a essere la causa di scottature riescono a filtrare fino al nucleo delle cellule epidermiche.
Occorre mantenere la pelle sempre elastica, ben idratata, e limitare l’elastosi, il fenomeno di inspessimento della pelle che dà origine alle rughe, conferendo alla pelle un aspetto di invecchiamento dato anche dalle cosiddette macchie ipercromiche, che si rivelano soprattutto su viso e dorso delle mani.
L’azione dei raggi UV espone al rischio di formazioni tumorali quali neoplasie e melanomi, tanto che anche la Commissione Europea si è espressa sul pericolo del cancro alla pelle causato dal sole e, per salvaguardare i consumatori sulla reale validità dei solari, nel 2007 ha approvato un nuovo sistema di etichettatura dei prodotti solari.
DETERMINARE IL FOTOTIPO PER SCEGLIERE I PRODOTTI SOLARI
Il primo passo preventivo da fare per proteggersi al meglio dall’esposizione al sole è determinare l’appartenenza a uno dei possibili fototipi cui fanno capo le caratteristiche di un soggetto di pelle bianca appartenente alla razza europea.
I fototipi descrivono un insieme di valori che si basano sulla qualità e sulla quantità di melanina presente nella pelle. A seconda del fototipo di appartenenza, determinabile con semplicità in base a determinati requisiti fisici (colore della carnagione, dei capelli e degli occhi), è possibile sapere quali prodotti solari sono più adeguati per la protezione della nostra pelle, naturalmente senza trascurare il desiderio di ottenere la migliore abbronzatura possibile.

Fototipo 1
Carnagione lattescente o molto chiara che può presentare efelidi. 
Capelli di colore rosso o biondo-rossastro. 
Occhi chiari, in genere sulle tonalità dell’azzurro o del blu. 
I soggetti che appartengono al fototipo 1 hanno una bassa quantità di melanina. Proprio a causa della dotazione melaninica insufficiente non riescono a ottenere una vera e propria abbronzatura e sono ad alto rischio di gravi scottature o di danni permanenti alla pelle. 
I prodotti solari consigliati al fototipo 1 devono avere un filtro di protezione molto alta, corrispondente cioè a 50+ SPF.

Fototipo 2 
Carnagione chiara. 
Capelli di colore biondo scuro o castano chiaro. 
Occhi tendenzialmente chiari, in genere sulle tonalità del blu o del verde. 
I soggetti che appartengono al fototipo 2 hanno una ridotta quantità di melanina e, quando abbronzata, la pelle tende ad assumere un colore dorato. È presente il rischio di subire scottature con una certa facilità. 
I prodotti solari consigliati al fototipo 2 sono differenziati. Durante i primi tre giorni di esposizione al sole il viso e le parti più delicate del corpo devono essere protetti da un solare con filtro di protezione molto alta (50+ SPF) mentre per il solare per il corpo deve avere un filtro di protezione alta (30 SPF o 50 SPF). Dal quarto giorno è possibile passare a un solare con filtro di protezione medio-alto (25 SPF) per il viso e a un solare con filtro di protezione medio(15 SPF, 20 SPF) per il corpo.

Fototipo 3
Carnagione abbastanza scura. 
Capelli di colore castano. 
Occhi tendenzialmente scuri, in genere sulle tonalità medie del castano o del grigio. 
I soggetti che appartengono al fototipo 3 hanno una buona quantità di melanina e possono quindi contare su un’abbronzatura intensa e durevole. Il rischio di subire scottature è basso poiché avviene solo in seguito a esposizioni al sole troppo prolungate e comunque sconsigliate a qualsiasi fototipo. 
Anche i prodotti solari consigliati al fototipo 3 devono essere distinti. Durante i primi tre giorni di esposizione al sole viso e corpo sono da proteggere grazie a un solare filtro di protezione medio (15 SPF, 20 SPF o 25 SPF) mentre dal quarto giorno in poi si può optare per un solare con filtro di protezione medio-basso (15 SPF) o basso (10 SPF).

Fototipo 4
Carnagione olivastra. 
Capelli di colore nero. 
Occhi molto scuri, in genere sulle tonalità del castano scuro. 
I soggetti che appartengono al fototipo 4 hanno un’alta dose di melanina che permette di ottenere un’abbronzatura intensa con poche esposizioni - nemmeno troppo prolungate - al sole. Il rischio di scottature è praticamente inesistente. 
I soggetti che appartengono al fototipo 4 abbisognano ugualmente di prodotti solari con filtro di protezione: i pericoli e i danni derivanti dai raggi ultravioletti UV-A e UV-B di certo non evitano di certo le persone con la carnagione scura. Durante i primi tre giorni di esposizione al sole si consiglia un solare con filtro di protezione medio-basso (15 SPF) per arrivare gradatamente a un solare con filtro di protezione basso (6 SPF o 10 SPF).

Indipendentemente dal colore della pelle, bambini, ragazzi sotto i 15 anni di età e chi è affetto da particolari patologie epidermiche sono soggetti equiparabili al fototipo 1 (solari con protezione molto alta, corrispondente a 50+ SPF) e devono essere massimamente protetti dall’esposizione solare.
Oltre al fototipo di appartenenza, un altro criterio da valutare è la località geografica: latitudine e longitudine, altitudine, temperatura, trasparenza dell’aria ed eventuali superfici riflettenti (es. acqua, sabbia, neve e ghiacci, che aumentano le radiazioni solari fino all’80%) sono determinanti per accrescere il filtro di protezione dei solari e per diminuire sensibilmente il tempo di esposizione al sole. Pensate per esempio all’indubbia differenza che c’è tra prendere il sole su una spiaggia della costa marittima italiana e su una spiaggia di qualche atollo tropicale non lontano dalla linea equatoriale: l’intensità dei raggi solari è molto diversa nelle due località e ogni fototipo deve incrementare il filtro di protezione rispetto a quanto indicato.
Due regole devono essere ben chiare:
  • al di là del fototipo di appartenenza non si deve mai prendere il sole senza avere messo un prodotto solare;
  • l’impiego di un solare non idoneo al fototipo di appartenenza provoca scottature, eritemi solari, ustioni solari e aumenta i rischi di sviluppare nel tempo patologie anche severe.
  • SCEGLIERE I PRODOTTI SOLARI: FILTRI SOLARI E PROTEZIONE
  • Innanzi tutto una considerazione essenziale: non esistono prodotti solari in grado di garantire la protezione totale dai raggi UV poiché almeno una parte di questi trapassano la pelle.
Le due componenti principali dei prodotti solari sono i filtri solari e il fattore di protezione.

Filtri solari

I filtri solari proteggono la pelle soltanto da una percentuale di raggi ultravioletti UV-A e UV-B. 
I filtri solari sono di due tipi e nei prodotti solari sono solitamente miscelati per ottenere una protezione ottimale:
  • filtri fisici (efficaci sia contro i raggi UV-A sia contro i raggi UV-B). Detti anche schermi solari, i filtri fisici riflettono i raggi UV come fossero una sorta di specchio e li respingono senza fare penetrare nella pelle le radiazioni. Fatti di particelle micronizzate derivanti da metalli (es. ossido di zinco e biossido di titanio), la loro applicazione sulla superficie del corpo deve essere omogenea e uniforme;
  • filtri chimici (efficaci quasi esclusivamente contro i raggi UV-B). Questi filtri solari comprendono composti capaci di assorbire le radiazioni che, reagendo chimicamente, trasformano la struttura molecolare senza che l’energia delle radiazioni giunga agli strati più profondi della pelle.

FATTORE DI PROTEZIONE

Il fattore di protezione è indicato dalla sigla SPF (Sun Protector Factor) e oggigiorno è calcolato secondo i criteri del metodo internazionale di test internazionale del fattore di protezione solare (International Sun Protection Factor Test Method) del 2006. Nel 2007 la Commissione Europea ha deliberato che fosse obbligatorio scrivere sulle confezioni dei prodotti solari anche le denominazioni di categorie di protezione. In base a ciò, si è finalmente trovata una norma chiara e comprensibile per fare ordine tra i vari metodi non standardizzati in uso negli anni precedenti. 
I fattori di protezione sono:
  • fattore di protezione bassa = SPF 6 e SPF 10;
  • fattore di protezione media SPF 15SPF 20 e SPF 25;
  • fattore di protezione alta = SPF 30 e SPF 50;
  • fattore di protezione molto alta = SPF 50+.
Non sono inclusi i fattori di protezione SPF 4 e SPF 2 poiché non garantiscono il grado minimo di protezione basati sui parametri dell’International Sun Protection Factor Test Method del 2006.
Un’altra novità apportata dalle regole sull’etichettatura dei prodotti per la protezione solare è il divieto di diciture come “protezione totale”, “protezione al 100%”, “schermo totale” e “sun block”, semplicemente perché non esiste un solare in grado di proteggere totalmente la pelle dai raggi UV.
Pur essendo soppiantata da quanto emesso dalla Comunità Europea, una delle formule più note che alcuni ancora adottano per ricavare il fattore di protezione è la formula del tempo minimo di eritema solare:
 
Fattore di protezione: tempo minimo di eritema solare
 
Per esempio, a un soggetto compare eritema solare dopo 5 minuti senza mettere alcun prodotto solare, mentre spalmando questo sulla pelle l’eritema solare compare dopo 30 minuti. Applicando la formula appena descritta, 30 : 5 = 6. Il risultato della divisione, in questo caso 6, corrisponde al numero del fattore di protezione da adottare.
Ne consegue che il numero identificativo del fattore di protezione indica la quantità di volte in più in cui è possibile esporsi al sole prima della formazione dell’eritema solare.
Per esempio, un prodotto solare con fattore di protezione 10 consente di esporsi al sole un tempo 10 volte più a lungo (SPF 10 x 10 minuti = 100 minuti) rispetto a quello previsto senza alcuna protezione.
La dubbia validità della formula del tempo minimo di eritema solare con e senza filtro di protezione sta nel fatto che il tempo minimo di eritema è fortemente condizionato dall’ora in cui si prende il sole (per esempio le 10 della mattina e le 14 del pomeriggio fanno un’enorme differenza) e dalla locazione geografica del luogo dove ci si abbronza (per esempio prendere il sole con il cielo sereno alle 10 di mattina del 1° luglio sul balcone di casa a Milano è ben diverso da prendere il sole alla stessa ora, nello stesso giorno e con le medesime condizioni climatiche a 2.500 m su una sdraio presso un rifugio della Marmolada o sulla battigia di una spiaggia in Sardegna). Inoltre la formula del tempo minimo di eritema solare non differenzia in alcun modo i tipi di carnagione dei soggetti, mentre abbiamo visto che l’identificazione del fototipo è di imprescindibile importanza.
In vendita ci sono molti prodotti solari validi. Solitamente ci si può fidare dei solari acquistabili in farmacia. In caso di fotosensibilità elevata è bene consultare il dermatologo, il quale può prescrivere anche solari personalizzati da fare preparare al farmacista.
Le accortezze da attuare per contenere i rischi di scottature e patologie epidermiche sono tanto essenziali quanto scegliere i prodotti più opportuni, che devono essere usati anche sotto l’ombrellone perché circa il 30% dei raggi solari colpisce ugualmente il corpo, altrettanto quando il cielo è nuvoloso.
Una raccomandazione è quella di non fare mai preparati casalinghi a base di bergamotto, fico o altri estratti vegetali con sostanze altamente fotoattive: purtroppo la cronaca estiva è sempre ricca di casi di persone gravemente ustionate e ricoverate d’urgenza in ospedale.
È opinione abbastanza diffusa che ci si possa preparare ai bagni di sole grazie a lampade abbronzanti o docce solari, autoabbronzanti o assunzione di integratori a base di beta-carotene. Si tratta di assunzioni non veritiere perché, come abbiamo detto, l’abbronzatura deriva da processi naturali di autodifesa della pelle (maggiore produzione di melanina e ipercheratosi epidermica) per salvaguardarsi dai raggi UV: la lampada abbronzante, la doccia solare, il prodotto autoabbronzante o il beta-carotene non offrono alcuna protezione dalle radiazioni dei raggi UV.

fonte:FitnessPeople.com

5 commenti:

I piu letti!

Licenza Creative Commons
PolvereDiStelle MakeUp by Veronica Bufano Franchini is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Based on a work at www.polveredistellemakeup.com.
«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»