PILLOLE: Gap e Zalando Partner in Europa


Quando anche noi italiani impareremo che la globalizzazione è una fonte di opportunità e non il male del secolo sarà sempre troppo tardi, e questo è un discorso che si può applicare, tanto più vero, anche alle eccellenze produttive locali italiane che solo in pochissimi casi hanno imparato a guardare anche al di là del giardino delle opportunità nazionali, puntando anche ai mercati esteri.

Proprio le aziende italiane in generale dovrebbero prendere spunto da quanto invece hanno fatto o stanno ancora facendo altre realtà internazionali. Guardiamo sempre con un po’ di invidia e risentimento alla vicina Germania ma in realtà il benessere di questa nazione è innanzitutto il frutto di scelte economiche sagge e coraggiose fatte da aziende che in Germania sono nate, ma puntano al resto del mondo per crescere.

Aziende come Zalando che anche noi italiani conosciamo come il principale merchandiser di moda online proprio nell’ottica di sfruttare a suo favore (e quindi non subendola) la globalizzazione, ha appena siglato un accordo strategico con un altro merchandiser online, Gap, che partito dal Nord America punta adesso ad espandersi anche nel Vecchio Continente. In gergo questo tipo di operazioni va sotto il nome di “sinergie”. E di questo in effetti si tratta. Sinergie tra un marchio, Gap, che oggi vanta già circa 3500 negozi in tutto il mondo (per lo più nel Nord America) e che punta ora sulla vetrina web di Zalando per fronteggiare le strategie commerciali aggressive di marchi competitors come H&M e Inditex.

In pratica, l’obiettivo evidente di Gap è quello di avvicinarsi sempre di più al mercato europeo cominciando dal web che rispetto agli store tradizionali ha due vantaggi principali: il primo è la velocità (o per dirla in gergo “il time to market” ) ed il secondo è l’economicità del roll out rispetto all’apertura diffusa su tutto il territorio di punti vendita tradizionali.

Senza poi considerare che, soprattutto le nuove generazioni, stanno pian piano abbandonando le abitudini di shopping vecchio stampo basate sull’acquisto presso gli esercizi commerciali “fisici” a tutto vantaggio delle vetrine “virtuali” del web che dalla loro hanno costi minori della merce ed una varietà di offerte pressoché infinita.

Ma più che di sinergie, riferendosi all’accordo tra Zalando e Gap, si dovrebbe più che altro parlare di un matrimonio tra giganti. Per giustificare quest’ultima affermazione può essere utile far riferimento ad alcuni numeri che ci danno il polso di quello che è già oggi il peso di Zalando e Gap nel settore della distribuzione moda. Riferiamoci in quest’analisi agli ultimi dati consolidati ovvero quelli dello scorso anno. Gap ha chiuso il 2013 con una crescita delle vendite del 21% con ricavi totali che superano i 2 miliardi di dollari. Zalando ha invece chiuso il primo semestre del 2014 con un aumento delle vendite del 30% circa portando i suoi ricavi a circa 1.3 miliardi dollari.

Sono numeri importanti tanto più se li si contestualizza a quello che è il quadro macro economico mondiale che è di sostanziale recessione già dal 2008. E questo è “solo” il quadro ad oggi. Nel futuro tale quadro è destinato a migliorare secondo indici quantitativi esponenziali; si prevede ad esempio che in Germania nel 2020 un acquisto su tre in capi di moda ed accessori verrà fatto tramite i principali siti di e-commerce rispetto al 14% che era invece la percentuale relativa al 2012.

Sono dati che ci raccontano un percorso ormai preso e consolidato verso la virtualizzazione dei canali di vendita che non riguarderà più solo l’elettronica ed i viaggi ma anche, come si vede, il settore del fashion.

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